Camillo Placì


Era la stagione agonistica 2006/07, ero a Cuneo con Silvano Prandi, con la squadra del Piemonte Volley, una delle migliori squadre italiane di serie A1 degli ultimi anni. Purtoppo adesso questa societa’ ha chiuso i battenti, ma per tanti anni ha disputato stagioni sportive di altissimo livello.


Ci convoco’ l’allora Direttore Sportivo Marco Pistolesi, per chiederci se volevamo inserire nel nostro staff una nuova figura, quella del Personal Coach.

Dopo un breve consulto con Prandi, decidemmo di si, e fu così che conobbi per la prima volta Roberto Merli.
Una figura nuova per molti di noi, quella del "motivatore", ma devo dire da subito efficace e positiva.

Ricordo bene che da subito Roberto riusci’ ad instaurare un ottimo rapporto professionale con tre atleti di spicco della nostra squadra, parlo di Giba, Wjismans e Cozzi, giocatori di altissimo livello.
Incontri e sedute individuali, con interventi anche tecnici, che diedero imput positivi, un accrescimento dell’autostima, e reali progressi nella esecuzione tecnica di alcuni fondamentali.
Anche l’inserimento nello staff, discreto e graduale, fu molto positivo.

Ho apprezzato, anche a distanza di anni, la bonta’ del lavoro di Roberto Merli, in particolare negli interventi individuali con atleti spesso sottoposti a stress agonistici intensi.

Credo che la figura del Personal Coach, se saggiamente inserita, possa dare ottimi risultati non solo per il rendimento degli atleti, ma anche per la crescita e la formazione di noi allenatori.

Camillo Placì