Bruno Bagnoli

Ciao Roberto,

È per me un grande piacere elaborare questa testimonianza per fissare con precisione quanto di buono fatto in passato ed usarlo per indirizzare sempre meglio l'attività di supporto ai giocatori ed alle squadre in futuro.
Ho sempre creduto nel potere della mente

tanto è vero che ho sempre cercato i giocatori dal più grande potenziale nella convinzione di poterli aiutare ad esprimerlo; in questa ottica è stato illuminante però il tuo intervento con Granvorka che, in alcuni mesi di attività coordinata, è ritornato ad essere un battitore di livello mondiale ed ha preso ulteriore sicurezza come giocatore anche in tutti gli altri fondamentali, ricezione compresa.

La nostra collaborazione ha poi superato le mie più rosee aspettative anche con Howard che, nell'estate del 2003 addirittura non avendo proposte interessanti in serie A1, accettò il mio corteggiamento scendendo in A2 e, dopo 3 anni insieme, giocando un po' in tutti i ruoli, si è trasformato in un campione di prima grandezza ricercato da tutte le migliori squadre di A1.

Un altro esempio che ricordo con grande nitidezza è legato alla gestione di Sorcinelli ma, non tanto per la stabilità mentale che acquisì nella stagione 2005-2006 con noi dopo la crisi avuta l'anno precedente a Trento, bensì per il suo recupero prodigioso dopo l'infortunio di gioco, con trauma cranico e colpo di frusta al tratto cervicale, che lo vide scendere in campo nella partita vittoriosa contro la Sisley per 3 a 0 dopo 20 giorni di inattività totale come se si fosse sempre allenato non solo mentalmente ma anche fisicamente e tecnicamente!
Complesso si è rivelato invece l'inserimento sistematico del mental coach all'interno della staff che abbiamo provato a Modena. A tale proposito le conclusioni che ho tratto mi portano a pensare che tale figura sia importantissima ma che "per ora" debba essere proposta come una opportunità per le esigenze dei singoli, vissuta quindi personalmente e lontano dai riflettori!
Cordialmente, un abbraccio!

Bruno Bagnoli